RICORDI DI NAVIGAZIONE

RICORDI DI NAVIGAZIONE

- in Scombino Stories
636
0

Discorso di un mozzo col suo capitano, in uno dei tanti momenti di riflessione sugli interminabili giorni di navigazione.

capfindus

<DIARIO DI BORDO, 18 GIUGNO 1879, SESTO ANNO DI NAVIGAZIONE>

“Il Capitano Barbetta si lamenta per le zanzare”.

Nocchiere di bordo, Alan Malvolti.

-Ci troviamo qui dopo aver affrontato una lunga navigazione, ed è stata anche questa un’impresa, come una delle tante. Si parte con la nave, si sentono voci di femmine, ma la donna a bordo porta sempre spurchia. Si parte, si parte, festeggiamenti a bordo dei miei carissimi prodieri.
-…e il cane si è svegliato. Si può sentire in lontananza un cane di mare.
-Il cane che riusciva a tenere in pascolo le pecore sulla nave, e avevamo il nonno di Heidi che ci manteneva con le pecore sempre, giorno dopo giorno, per avere il latte fresco sulla nave. Che poi ha fatto un brutto esperimento con quella pipa…
-Ahiahiahiahi…
-Nonno di Heidi, sei grande, te l’ho detto, te l’ho spiegato: non si mettono i pappafichi nella pipa!!!
-Non si mettono i pappafichi nella pillola…nella birra…nella pipa…
-Ho provato.
-Ho provato ma non son riuscito…
-Purtroppo ci ha lasciati, nonno Heidi se n’è andato, è morto! E mo’ il cane si è svegliato, che ci teneva a pascolo le pecore…
-Capitano, guardi, qua si vedono le stelle!
-Sì, stiamo prendendo misure col sestante.
-Vediamo…ma il sestante è un pericolo costante!
-Effettivamente….Ora stiamo incontrando una mareggiata, una mareggiata con forte vento.
-Ma no, è biancata persa, burraschetta, c’è maretta…
-Bruschetta. Comunque si sentono rumori strani. Sono i gabbiani pirati.
-I gabbiani sono i pirati del mare.
-Guarda, quella c’ha la bendana!
-Oh no, se quella c’ha la bendana siamo proprio fritti, accipicchia!
-Non ci voleva proprio! Ma come? Anche i gabbiani pirati fanno il karakiri…
-Eh sì, sì… si stanno suicidando, mi sembra proprio un suicidio di massa…
-Perchè hanno capito che siamo troppo forti, siamo i megliori. Perchè ricorda mozzo, che un giorno anche tu potrai diventare comandante come me, e io…
-Diventerai mozzo come me.
-Diventerò mozzo come te. Ma ricordati che la nave cammina. Finchè cammina sei salvo. Se non cammina più sei perso, bello mio. Sei perso!
-Sono cose che succedono nella vita…
-Sono cose che solo il sottoscritto può prendere la responsabilità. Perchè la responsabilità è del sottoscritto! Comunque credevo fosse un altro tipo di stronzetto…
-Tipo?
-Tipo…ah beh un altro tipo…
-Tipo un altro tipo insomma. Bel tipo, tipaccio direi.
-Topaccio.
-Un topo…è un topo, non è un tipo.
-Non è un topo, è un tapo.
-Non è un tapo, è un topo, è un tipo, è un tupo…
-Già, era tutto aggogghindato.
-Tutto inghingindato, inghingogghindato.
-Era tutto inghinghindondato…

“E così via, finché…”

-Mozzo, questi sono i discorsi che bisogna affrontare durante la lunga navigazione… Quando si naviga è brutto. E’ brutto brutto. Femmine, dipende. O i maschi, dipende. Dai gusti. Ma le donne portano scarogna sulla nave, e rogna a casa.
-Rogna-scarogna.
-Brutte tipe le donne… belle, trombabili…
-Però?
-Brutte tipe…

-Capitano? Che dice, andiamo?
-Andiamo mozzo (mio caro) in plancia, a controllare la rotta!
-Sì sì andiamo, prendo la bussola.

“E la nave continua a camminare, come dice il nostro capitano, mentre il mozzo Malvolti torna a riposare pieno di risposte e assetato di quella sapienza marinaresca, che sa di vento, di sale e di navi in fondo al mare”.

About the author

Leave a Reply

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *