L’altra metà della vita

L’altra metà della vita

- in Tarantelle
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Ho sempre amato andare a dormire tardi e difficilmente mi capita di scendere di casa prima delle 8.45.

Oggi, giorno festivo, avevo pronosticato di recuperare delle ore di sonno arretrato e mi sono invece, mio malgrado, destato per cause naturali alle 6.00 e, non sapendo cosa fare, ho deciso di andare a smaltire la chiavica interiore andando a correre.

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Non so ancora spiegarmi perchè l’ho fatto, ma l’ho fatto.

Non appena i piedi varcano l’uscio, già riesco a percepire l’aria frizzantina penetrarmi le ossa e subitaneamente mi parte il pentimento.

Tuttavia non desisto e a piè veloce mi dirigo verso il mare.

Tra me e me bestemmio in silenzio.

Quando decidi di andare a correre quello che immagini e che tende a persuaderti è il “concetto” della corsa, camminare, vedere cose, spostarsi, incontrare gente. Tutto quello che il cervello non ti dice è che il teatrino è sorretto da una impalcatura costituita da sforzo fisico, da sudore, da freddo pungente a tratti, da smog, da stress e ancora sudore.

Rifletto ancora.

“Chi madonna ci deve stare a quest’ora (le 6.45 am) in mezzo alla via?! Solo io e qualche psicopatico”

E, mentre raggiungo il litorale, mi immagino una strada desolata non completamente illuminata dalle luci dell’alba, svuotata, ancora impregnata dei sapori e dei colori di una notte brava. Mi immagino, solo, in un mondo che non mi appartiene e continuo a ripetermi “chi cazzo me lo ha fatto fare”.

Ma persisto.

Raggiunto il litorale, con mio grande stupore, scopro l’esistenza di un mondo che non avevo mai creduto possibile :

Persone che corrono e si allenano, gruppi di 10-20 persone vestiti uguali in sella alle loro bici da corsa che si apprestano ad andare chissà dove, vecchi seduti sulle panchine a chiacchierare, gente a spasso con i cani, pescatori che raccolgono gli ultimi frutti di una giornata di lavoro, un’intera galassia, un ecosistema autosostenuto fatto di sogni, ambizioni e rimpianti.

Quello che ho battezzato l’altra metà della vita (quella trascorsa a dormire).

E nel frattempo sulla playlist casuale parte Rebel Yell di Billy Idol e allora capisco che questa giornata di merda si sta improvvisamente trasformando in qualcosa di inaspettatamente piacevole.

E continuo.

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