Il laureato

Il laureato

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Spesso si sente dire in giro che non esistono più i lavori di un tempo, non ci sono più le professioni, non esistono più gli idraulici, i falegnami, i calzolai, gli elettricisti e così via. Il punto è che non è vero che queste figure non ci sono più, ma si sono evolute per così dire, sono diventate altro. Quello che prima era un operaio specializzato ora lo è un laureato. Fateci caso, oggi un ragazzo laureato che riesce ad entrare nel mondo del lavoro non è ne più che meno che un operaio specializzato, sia come paga che come mansioni affidategli.

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Prendiamo il caso specifico, l’ingegnere informatico o l’informatico: egli è considerabile oggi come un carpentiere alle prime armi al quale gli viene chiesto di buttare un po’ di “calce” qua e un po’ di “calce” la per apparare i buchi degli edifici in costruzione, ovvero scrivere codice per compensare i bug o le falle all’interno dei programmi. Poi crescendo diventa esperto, e può quindi lui iniziare a costruire l’edificio e a iniziare a collaborare per pianificare la sua costruzione, ovvero si inizia a scrivere codice nuovo e a fare riunioni con il cliente per stabilire le nuove funzionalità del sistema. Infine si diventa capo cantiere e si inizia a gestire i nuovi carpentieri che arrivano freschi e tosti dall’università, ovvero si diventa capo gruppo, capo reparto o manager di linea per quelli più strutturati e si inizia così a gestire altre risorse. Senza poi aprire il capitolo “stipendio”: li si è realmente pagati e inquadrati come manovalanza.

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Ne più ne meno che operai specializzati, a questo oggi ci siamo ridotti, altro che professionisti del settore, almeno prima lo si era coscienti da subito.

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